Terni, 3 maggio 2026 – Confartigianato Terni respinge al mittente le recenti dichiarazioni dell’assessore allo Sviluppo economico – Commercio e Artigianato, che, a seguito della serata del Cantamaggio, e seguendo una impostazione già vista in questa amministrazione, invece di fare proposte proprie e politiche concrete di rilancio tenta ancora una volta di scaricare sui commercianti e sugli artigiani le responsabilità della crisi del centro cittadino.
Occorrono soluzioni non alibi: cambiano gli assessori ma non cambia la politica del commercio . Le categorie non accettano di essere il capro espiatorio di un’amministrazione che tra giravolte e proclami non sembra in grado di intervenire sui problemi del commercio e dell’artigianato.
Il commercio è impresa Confartigianato ribadisce che i commercianti e gli artigiani sono imprenditori: ogni scelta, comprese le aperture serali o straordinarie, è frutto di una valutazione costi-benefici che dipende dalla merceologia e dalle strategie aziendali. Chi fa impresa professionalmente, con particolare riferimento al commercio di beni, sa che la valutazione di un evento non si fa solo sui possibili flussi di persone, ma sulla concreta attitudine dell’evento a creare una risposta in termini di ricavi. L’amministrazione invece di rivolgere accuse infondate dovrebbe interrogarsi sul perché alcuni eventi e alcune situazioni non vengono valutate positivamente dalla maggioranza dei commercianti e degli artigiani del centro che sono i primi “clienti” degli eventi stessi.
Troppo facile cercare alibi
Invece di attaccare chi resiste, l’Amministrazione dovrebbe spiegare quali politiche sono in atto per aggredire le reali cause della crisi, come il calo demografico, l’ipersaturazione di strutture GDO, l’erosione dei redditi, le politiche della mobilità e della accessibilità del centro e la insufficienza di politiche di rilancio dell’economia locale, solo per citarne alcune.
Fatti, non parole
In occasione del cambio degli assessori Confartigianato Terni proprio per impostare correttamente su questi temi il rapporto con le categorie, evitare inutili polemiche e dare efficacia allo scorcio di consiliatura che rimane ha consegnato agli assessori Ghione e Laudadio il documento “2026_PIANO-DI-EMERGENZA-E-CONTROMISURE-PER-IL-RILANCIO-URBANO-TERNI” che si ricollega con un documento di proposte specifiche sugli eventi in città consegnato pochi giorni prima alla commissione consiliare, in particolare, tra gli altri:
- Shock Fiscale: Riduzione immediata del 20% della TARIC per le microimprese del centro.
- Accessibilità: Sosta gratuita dalle 18:00 alle 20:00 per riportare i cittadini in centro dopo il lavoro.
- Sicurezza e Decoro: Un piano luce e videosorveglianza serio per smettere di parlare di “vetrine spente” quando le strade restano al buio per insufficienza delle politiche pubbliche.
E’ demoralizzante prendere atto che l’assessore allo Sviluppo economico – Commercio e Artigianato invece i dare riscontri a queste proposte ha preferito rivolgere attacchi alle categorie dei commercianti e degli artigiani del centro città.