Difesa della libertà di scelta per automobilisti e imprese artigiane
L’ordinanza della Corte di Cassazione pubblicata lo scorso 23 aprile, che ha ribaltato la decisione della Corte d’Appello di Milano in materia di clausole RC Auto vincolanti, rappresenta molto più di una semplice vittoria giudiziaria di un assicurato nei confronti della compagnia MMA IARD Assurance.
Si tratta di un passaggio fondamentale per l’intero settore dell’autoriparazione e, soprattutto, per la tutela dei diritti dei cittadini.
⚖️ La Suprema Corte ha stabilito con chiarezza che le clausole che prevedono penalizzazioni economiche – come franchigie elevate (nel caso specifico pari al 20%) – nei confronti di chi sceglie carrozzerie non convenzionate, limitano in modo sostanziale la libertà contrattuale del consumatore, parte debole del rapporto.
📌 Un principio chiaro e non più eludibile:
il consumatore deve poter esercitare pienamente la propria autonomia nella scelta del riparatore.
Penalizzare chi si affida a una carrozzeria di fiducia significa alterare le dinamiche di mercato, comprimere la concorrenza e creare uno squilibrio evidente tra compagnia assicurativa e assicurato.
Negli anni abbiamo assistito troppo spesso a contratti apparentemente vantaggiosi, che dietro piccoli risparmi sul premio assicurativo nascondevano vincoli e penali per chi cercava qualità, trasparenza e professionalità al di fuori delle reti convenzionate.
Queste pratiche risultano abusive perché tendono a indirizzare forzatamente il mercato verso strutture legate alle compagnie, imponendo condizioni economiche che spesso incidono negativamente sulla sostenibilità delle imprese artigiane.
📢 L’appello di Confartigianato Carrozzieri
Invitiamo tutti gli automobilisti a prendere piena consapevolezza dei propri diritti e a riappropriarsi della libertà di scelta.
Confartigianato Carrozzieri continuerà a difendere un modello basato su:
– qualità della riparazione
– indipendenza professionale
– sicurezza stradale
La riparazione a regola d’arte, eseguita da imprese artigiane qualificate e libere, deve essere riconosciuta come un valore per la collettività, non come un costo da comprimere attraverso clausole vessatorie.