Olio d’oliva, svolta storica del MASAF: una miscela tra extravergine e vergine non potrà più essere venduta come “olio extra vergine”

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Una novità destinata a cambiare il mercato dell’olio d’oliva in Italia. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha emanato la Circolare n. 0347821 del 16 luglio 2026, introducendo un principio destinato ad avere effetti significativi su produttori, imbottigliatori, distributori e consumatori.

La nuova disposizione stabilisce infatti che qualsiasi miscela ottenuta dall’unione di olio extra vergine di oliva e olio vergine di oliva dovrà essere classificata e commercializzata esclusivamente come “olio vergine di oliva”, e non più come “olio extra vergine”.

Si tratta di un chiarimento interpretativo che punta a rafforzare la tutela della qualità dell’olio commercializzato in Italia, garantire maggiore trasparenza del mercato e assicurare ai consumatori un’informazione corretta e veritiera.

Più tutela per il consumatore

Secondo il MASAF, commercializzare come “olio extra vergine” una miscela contenente anche olio vergine contrasta con i principi di correttezza dell’informazione previsti dal Regolamento (UE) n. 1169/2011 e con quanto stabilito dal Regolamento (UE) n. 2104/2022, che distingue chiaramente le diverse categorie merceologiche, valorizzando la qualità superiore dell’olio extra vergine.

Con la pubblicazione della circolare sulla Gazzetta Ufficiale, la regola diventerà pienamente operativa.

Cosa cambia per gli operatori

La circolare disciplina anche la gestione delle scorte già esistenti.

  • L’olio ottenuto dalla miscelazione e già confezionato come “olio extra vergine” prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni potrà essere commercializzato fino all’esaurimento delle scorte.
  • L’olio sfuso, invece, dovrà essere riclassificato come “olio vergine di oliva” entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare in Gazzetta Ufficiale e comunque prima di qualsiasi movimentazione o lavorazione.

L’eventuale inosservanza delle nuove disposizioni potrà comportare le sanzioni previste dall’art. 3 del D.Lgs. 231/2017, oltre a eventuali profili di rilevanza penale, rimanendo inoltre fermo l’obbligo di aggiornamento del registro telematico dell’olio.

Una decisione destinata a fare scuola

Per il settore olivicolo questa rappresenta una delle novità normative più rilevanti degli ultimi anni. La distinzione tra olio extra vergine e olio vergine diventa ancora più netta, con l’obiettivo di valorizzare la qualità del vero extra vergine e rafforzare la fiducia dei consumatori.

Una decisione che potrebbe avere importanti ripercussioni sulle strategie produttive e commerciali delle aziende del comparto e che, secondo molti operatori, segna un passaggio destinato a incidere profondamente sul futuro del mercato dell’olio d’oliva.

Per ulteriori informazioni e per consultare il testo completo della Circolare MASAF, gli interessati possono rivolgersi al Coordinatore della Federazione Alimentazione di Confartigianato Imprese Terni, Giovanni Agerato (tel. 0744 613311 – e-mail: giovanni.agerato@confartigianatoterni.it).