È in arrivo una rivoluzione attesa da anni nel settore della panificazione: i consumatori potranno finalmente distinguere con chiarezza il pane fresco da quello ottenuto da prodotti surgelati o precotti. È questa la principale novità contenuta nel disegno di legge sulla produzione e vendita del pane, che ha ricevuto oggi il via libera della Commissione Industria del Senato.
Il provvedimento introduce una definizione rigorosa di “pane fresco”, riservata esclusivamente ai prodotti realizzati attraverso un processo produttivo continuo, senza congelamento o conservazione, e venduti entro tempi precisi dalla cottura. Un passaggio decisivo per eliminare ambiguità e pratiche commerciali scorrette che negli anni hanno disorientato i consumatori.
Nei punti vendita, il pane fresco dovrà essere chiaramente distinto da quello ottenuto da impasti surgelati o precotti, con scaffali separati e informazioni trasparenti. Stop, dunque, ai prodotti decongelati venduti come appena sfornati. Per chi viola le regole sono previste sanzioni severe: l’uso improprio della dicitura “pane fresco” sarà equiparato a una frode, con conseguenze che possono arrivare fino alla sospensione dell’attività.
“Per i 18.666 panificatori artigiani – sottolinea il Presidente di Confartigianato Imprese Terni, categoria Panificatori, Giordano Fioretti – questo disegno di legge rappresenta un riconoscimento fondamentale. Da tempo sollecitiamo regole chiare per distinguere i nostri prodotti. Il provvedimento contribuisce a contrastare la concorrenza sleale e a valorizzare il pane realmente fresco. Auspichiamo ora un iter legislativo rapido, affinché il settore possa contare su norme che tutelino qualità, trasparenza e correttezza delle informazioni. Si tratta di un cambiamento significativo per una delle produzioni più rappresentative della tradizione alimentare italiana”.
Sulla stessa linea anche Ivana Fernetti, Presidente della Federazione di Confartigianato Alimentazione Terni: “È una normativa molto importante perché restituisce valore al pane artigianale e garantisce ai consumatori un’informazione corretta. Finalmente si fa chiarezza in un mercato dove troppo spesso le differenze non erano evidenti”.