Importante novità per le imprese che operano nel settore del trasporto rifiuti. Con l’Ordinanza n. 15605/2026, la Corte di Cassazione ha chiarito che il conducente del veicolo può essere chiamato a rispondere personalmente delle irregolarità contenute nel Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR), anche quando agisce come dipendente di un’impresa autorizzata.
La decisione nasce da un caso relativo al trasporto di rifiuti accompagnati da un formulario con dati incompleti o inesatti, tali da non consentire la corretta tracciabilità prevista dalla normativa. Secondo la Corte, la responsabilità non riguarda soltanto l’impresa, ma può estendersi a tutti i soggetti che hanno concretamente partecipato all’organizzazione, alla gestione e all’esecuzione del trasporto illecito.
Particolarmente rilevante il principio affermato dai giudici: l’esecuzione di ordini impartiti dal datore di lavoro non esclude automaticamente la responsabilità del dipendente quando questi contribuisce alla realizzazione dell’illecito.
La pronuncia richiama l’attenzione delle imprese e degli operatori del settore sulla necessità di verificare con la massima cura la correttezza della documentazione che accompagna il trasporto dei rifiuti, rafforzando il principio della responsabilità condivisa lungo tutta la filiera della gestione dei rifiuti.