Giovani e futuro, Umbria sesta nell’indice Confartigianato Youth Friendly 2026

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Prima per capitale umano e istruzione, la regione si distingue per domanda di lavoro giovanile e contratti stabili. La sfida è tradurre le competenze in nuove opportunità d’impresa.

L’Umbria si colloca al sesto posto nella classifica regionale dell’indice Confartigianato Youth Friendly 2026, con 648 punti e un livello di attrattività per i giovani classificato come “medio-alto”. È quanto emerge dai dati presentati il 6 ottobre alla Convention Giovani Imprenditori, nello studio “Dove il futuro mette radici. Giovani, imprese e territori che generano valore”, a cura di Silvia Cellini e Licia Redolfi.

Il risultato più significativo riguarda il capitale umano e l’istruzione, ambito nel quale l’Umbria occupa il primo posto nella graduatoria regionale. Nel 2025, la quota di persone tra i 25 e i 39 anni con una laurea o un altro titolo terziario raggiunge il 33,9%, contro il 31,1% della media italiana.

Anche il mercato del lavoro mostra segnali favorevoli. La domanda di lavoratori under 30 rappresenta il 30,5% delle entrate previste dalle imprese, a fronte del 27,5% nazionale: un valore che colloca l’Umbria al secondo posto tra le regioni. Per le assunzioni stabili rivolte agli under 30, comprendenti apprendistato e tempo indeterminato, l’indicatore raggiunge il 20,7%, contro il 17,5% italiano, posizionando la regione al terzo posto.

Sul fronte del raccordo tra formazione e lavoro, nel 2024 il 13% delle imprese rispondenti ha ospitato tirocini, rispetto al 12% nazionale. Un dato che offre una base su cui rafforzare la collaborazione tra sistema educativo e tessuto produttivo.

Più vicino alla media italiana è invece il dato sull’imprenditoria giovanile: nel 2025 le imprese guidate da under 35 costituiscono il 33,7% delle “vere nuove imprese”, contro il 33,6% nazionale. La definizione utilizzata nello studio esclude le nuove iscrizioni che presentano relazioni consistenti con imprese preesistenti.

Il quadro evidenzia quindi una sfida: trasformare il patrimonio di competenze della regione in una maggiore capacità dei giovani di avviare, rilevare e sviluppare attività imprenditoriali. Accompagnamento all’impresa, collaborazione con scuole e università e sostegno al passaggio generazionale rappresentano possibili direttrici di lavoro.

Tra le condizioni favorevoli emerge anche il costo dell’abitare: l’Umbria figura al secondo posto tra le regioni con la minore incidenza del canone medio di affitto di un appartamento di 100 metri quadrati sul reddito pro capite.

I dati descrivono un territorio con risorse importanti per offrire prospettive alle nuove generazioni. Valorizzarle significa costruire percorsi nei quali formazione, lavoro e iniziativa imprenditoriale possano sostenersi reciprocamente, rendendo concreta la possibilità di restare, tornare e investire il proprio futuro in Umbria.